Occhio di pernice.
La pietra lavica dell'Etna che chiude il flacone.
Il tappo del flacone DO non è di legno, né di metallo, né di plastica.
È una piccola colonna di pietra. Pietra lavica dell'Etna, varietà occhio di pernice: basalto vulcanico con piccoli fenocristalli chiari incastonati nella matrice scura, che, osservati da vicino, sembrano piccoli occhi.
Il vulcano continua a produrne. È fra le pietre più antiche al mondo ancora vive.
Il tappo di DO · Neroli di Sicilia — cubo 30×30×37 mm in pietra lavica dell'Etna.
La pietra
L'Etna eruta da almeno cinquecentomila anni. È il vulcano attivo più alto d'Europa, e uno dei più antichi del Mediterraneo. Le sue colate non sono mai uguali a se stesse.
Il basalto che si solidifica dalle sue eruzioni non è una pietra qualunque. È una pietra che ha attraversato il fuoco. La sua memoria è racchiusa nei cristalli che si formano durante il raffreddamento del magma. Più lento è il raffreddamento, più grandi e visibili sono i cristalli.
È una pietra fra le più antiche al mondo ancora viva. Il vulcano continua a produrne, lentamente, ogni eruzione.
Occhio di pernice
L'occhio di pernice è il risultato di un raffreddamento moderatamente lento. I cristalli di plagioclasio e di pirosseno hanno avuto il tempo di formarsi prima che il magma indurisse del tutto.
La pietra ne porta il segno. Ogni superficie levigata mostra una costellazione minuta di puntini chiari che spuntano dall'ombra del basalto. Da lontano sembra una pietra uniforme. Da vicino, una piccola galassia.
È fra le varietà di pietra lavica più ricercate dagli artigiani siciliani. Si presta alla levigatura, mantiene la sua porosità naturale, non si scheggia.
Il tappo
Spezieria Siciliana ha scelto questa pietra per chiudere DO · Neroli di Sicilia.
Un tappo di occhio di pernice non è soltanto una chiusura. È un sigillo.
Sigilla l'essenza dentro il flacone Miron. Sigilla la mattina d'aprile dentro il prodotto. Sigilla l'origine vulcanica del progetto dentro la mano di chi lo riceve.
Ogni tappo è tagliato e rifinito a mano da un blocco di pietra, in un'officina dei territori dell'Etna. Ogni esemplare è unico: la grana minerale del basalto non si ripete due volte.
Specifiche
Officina artigiana dei territori dell'Etna
Il Consorzio
Spezieria Siciliana è partner del Consorzio Lava dell'Etna.
Il Consorzio raccoglie i produttori, gli artigiani e i custodi della pietra lavica del vulcano. Tutela la denominazione, garantisce la provenienza, certifica le lavorazioni.
Per Spezieria, è la garanzia che la pietra che chiude DO arriva esattamente dai territori che il neroli racconta. La Sicilia vulcanica. Da Catania a Bronte, da Linguaglossa a Zafferana.
Le due materie
Vetro svizzero, pietra siciliana. Una tecnologia biofotonica del XX secolo, un materiale geologico di cinquecentomila anni.
Le due materie che proteggono la prima fragranza si parlano da estremi diversi del mondo, ma convergono in un'unica funzione: tenere viva un'essenza che, se esposta, durerebbe pochi mesi.
Il vetro filtra la luce. La pietra ferma il tempo.
Spezieria Siciliana non profuma la Sicilia. La trascrive.