Spezieria Siciliana
6:25 · l'attracco

Il giardino madre.

L'Orto Botanico di Palermo

Tutto ciò che Spezieria Siciliana distilla comincia qui.

L'Orto Botanico di Palermo non è soltanto un giardino. È un archivio vivente. Una memoria botanica del Mediterraneo conservata, pianta dopo pianta, da oltre due secoli.

Fondato nel 1789 e progettato da Léon Dufourny in stile neoclassico, raccoglie oggi migliaia di specie e varietà — un patrimonio che racconta le rotte commerciali, le dominazioni, le migrazioni umane e gli adattamenti climatici che hanno attraversato l'isola.

Qui si custodisce il protagonista vegetale della prima fragranza Spezieria. Venticinque piante di arancio amaro. Citrus aurantium L. Il melangolo da cui nasce il neroli siciliano.

Il giardino

Dieci ettari nel cuore di Palermo.

Adiacente a Villa Giulia, dove Goethe nel 1787 formulò l'Urpflanze — la pianta originaria, l'idea che da una sola forma siano nate tutte le altre. La botanica moderna è nata accanto a queste mura.

L'Orto è un palinsesto. Settori arabici, mediterranei, tropicali, succulenti, palmeti, acquatici. Migliaia di specie e varietà. Collezioni vive e raccolte storiche.

L'archivio vegetale

Ficus macrophylla Desf. ex Pers. — il gigante con radici aeree che attraversa i viali centrali. Dracaena draco (L.) L. — il drago di Tenerife, resina rossa. Chamaerops humilis L. — l'unica palma realmente mediterranea. Phoenix dactylifera L. — la palma da datteri araba. Cycas revoluta Thunb. — sopravvissuta dal Mesozoico.

Iris pallida Lam. — dai giardini arabo-normanni. Jasminum sambac (L.) Aiton — dall'India per via araba. Magnolia grandiflora L. Erythrina caffra. Bauhinia variegata. Araucaria.

Nell'Aquarium: ninfee, Nelumbo nucifera, Cyperus papyrus — il papiro che a Palermo cresceva nei corsi d'acqua fino al medioevo.

E poi gli agrumi. Citrus limon (L.) Osbeck. Citrus reticulata Blanco. Citrus medica L. Citrus sinensis (L.) Osbeck. E al centro, il protagonista: Citrus aurantium L.

Il melangolo

L'arancio amaro arriva in Sicilia con gli Arabi, intorno al X secolo. Per secoli è l'unico agrume coltivato nel Mediterraneo. L'arancio dolce arriverà soltanto nel Cinquecento, portato dai Portoghesi dalla Cina.

Da quel momento, il melangolo cessa di essere frutto da mensa. Diventa pianta da profumo.

Citrus aurantium L. — il melangolo. Bigaradier in francese. Naranjo agrio in spagnolo. Albero di media taglia. Foglie ovate. Fiori bianchi a cinque petali. Frutti aranciati, amari per natura, con la buccia ricca di oli essenziali.

A differenza degli altri agrumi, il melangolo dà tre voci diverse. Una dai fiori distillati. Una dai fiori estratti. Una dalle foglie e dai rametti.

Tre profumi distinti. Lo stesso albero.

All'Orto Botanico di Palermo ne crescono venticinque piante. Venticinque alberi che fioriscono ogni anno, ad aprile, per poche settimane. Da quegli alberi viene il neroli del primo Spezieria.

Tre voci dallo stesso albero

Lo stesso melangolo dà tre profumi. Ciascuno con un nome. Ciascuno con un metodo. Ciascuno con un'anima diversa.

Neroli.

Dal fiore. Distillato.

Olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore dei fiori bianchi del melangolo, raccolti all'alba di una mattina d'aprile.

Prende il nome da Anna Maria Orsini, principessa di Nerola, che alla fine del Seicento profumò guanti, fontane, vesti e bagni con quest'essenza. Da lei, neroli.

Resa bassissima: circa un chilogrammo d'essenza ogni mille chili di fiori.

Agrumato, verde, floreale, luminoso, leggermente amaro. La voce più chiara dell'albero. La sua mattina. Non è indolico. È limpido.

Zagara.

Dal fiore. Estratto.

Assoluta di fior d'arancio. Gli stessi fiori del neroli, ma trattati con solventi volatili invece che distillati.

Il nome viene dall'arabo zahr, fiore, passato nel siciliano.

Resa più alta del neroli. Profilo opposto.

Caldo, miele, indolico — quella nota animale, profonda, quasi notturna che il fiore d'arancio nasconde nei suoi petali e che il calore della distillazione fa svanire. La voce più carnale dell'albero. La sua sera.

Petitgrain.

Dalla foglia. Distillato.

Petits grains — piccoli grani — perché in origine si distillavano i frutticini acerbi. Oggi si distillano le foglie e i rametti, raccolti durante la potatura primaverile.

Petitgrain bigarade, dal nome francese del melangolo, è il più nobile della famiglia.

Resa abbondante: l'albero produce foglie in continuazione.

Verde, legnoso, agrumato, fresco, asciutto, leggermente amaro. La voce più asciutta dell'albero. La sua corteccia.

Tre nomi. Tre metodi. Tre anime. Lo stesso albero le contiene tutte.

Per questo, nella formula di DO · Neroli di Sicilia, ci sono il neroli e il petitgrain bigarade. Due voci dello stesso melangolo. Entrambe distillate. Entrambe luminose.

In DO, l'albero parla con la sua voce più chiara.

La partnership

L'Orto Botanico di Palermo è partner scientifico e botanico di Spezieria Siciliana. La collaborazione opera su più livelli:

— conservazione e valorizzazione delle varietà autoctone e storiche;
— tracciabilità GPS e analisi con UNIPA-STEBICEF;
— eventi e laboratori di educazione olfattiva per i visitatori dell'Orto.

L'Orto è il punto da cui ogni territorio della Scala del 7 viene letto, catalogato, autenticato.

È la radice scientifica del progetto. È il giardino madre.

Spezieria Siciliana non profuma la Sicilia. La trascrive.

DO · Neroli di Sicilia La prima trascrizione comincia da venticinque alberi di melangolo,
nell'Orto Botanico di Palermo, ad aprile.